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10 cose che non funzionano in American Horror Story

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Le nostre amate serie tv, si sa, purtroppo non sono perfette (fatta eccezione per Breaking Bad, ma questo è forse un parere troppo influenzato dai gusti personali!); non è facile mandare avanti uno show magari per parecchi anni, cercando di rinnovare trame e personaggi e nello stesso tempo di non snaturare l’anima del prodotto: in fondo gli sceneggiatori sono sempre degli esseri umani incapaci di fare miracoli, che oltretutto devono tenere conto degli interessi economici di decine di persone… Quindi non dobbiamo essere eccessivamente severi nei confronti di certe cadute di stile che possiamo trovare, ahimè, nei nostri telefilm preferiti. American Horror Story, poi, è un format di per sè molto particolare, nel quale sfortunatamente il confine tra trovata geniale e volgarità, o esagerazione, è davvero labile.

In effetti, il problema di AHS non sono tanto i dettagli che stonano a prescindere, perchè anche il kitsch e l’assurdo che lo caratterizzano a prima vista sono in grado di stupirelasciare una buona impressione: no, i guai arrivano quando si tende a riproporre gli stessi elementi in ogni stagione, calcando la mano sull’eccentricità e rischiando di trasformare una storia in una semplice carnevalata.

Perciò qui non parleremo solo di cose che non funzionano in American Horror Story, ma anche e soprattutto di cose che non funzionano più… Entriamo dunque in modalità “critici che adorano rompere le scatole agli autori delle serie tv (e che hanno ragione)” e vediamo dove sarebbe opportuno correggere il tiro!

1. Troppo sopra le righe

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Iniziamo proprio con un elemento che nelle prime stagioni ci appassionava (e che è diventato il biglietto da visita di American Horror Story) e che da Freak Show in poi ha cominciato a essere utilizzato come pretesto per mettere in scena eventi e personaggi troppo strani: parliamo ovviamente del gusto per l’esagerazione, del grottesco, dello splatter

Sia chiaro, il macabro in sè è una qualità assolutamente positiva, che dovrebbe trovarsi sia nei telefilm dell’orrore sia in tutti gli altri, grazie al significato psicologico e filosofico che può ricoprire se adoperato nel modo giusto; però quando perde mordente e serve solo a far sgranare gli occhi allo spettatore, cui viene propinato in ogni puntata come una specie di stanco leitmotiv, allora la sua forza viene meno e rischia di far ridere anzichè di inorridire.

In Murder House avevamo degli equilibrati ma incisivi accenni di grottesco sullo sfondo di normalità (reale o apparente) della vita della famiglia Harmon; in Hotel invece troviamo vampiri dal look improbabile, spettri pazzi e ambientazioni terribilmente kitsch: la prima puntata di questa stagione è praticamente solo una sfilata di mostruosità. E il risultato è… Beh, forse non è quello che gli autori avrebbero voluto. Un ritorno a più sobrie abitudini è caldamente consigliato.

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