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L’arte della Gioia – Una breve recensione in anteprima della serie Sky (e le parole dei protagonisti)

Un'immagine tratta dalla serie 'L'arte della gioia'
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Arriva su Sky a partire dal 28 febbraio L’arte della gioia. Tratta dall’iconico libro di Goliarda Sapienza, la serie tv ha vissuto un fortunato percorso, dalla presentazione a Cannes fino alla proiezione in sala. Ora arriva anche in televisione, una grande occasione per vedere l’ennesima ambiziosa produzione di Sky (qui potete trovare la classifica delle serie tv di Sky che avete stilato voi lettori). Noi di Hall of Series abbiamo preso parte alla conferenza stampa di presentazione che si è tenuta a Roma, alla presenza della regista Valeria Golino e del resto del cast.

Da Tecla Insolia nei panni della protagonista Modesta a Jasmine Trinca in quelli di Madre Leonora , passando per Valeria Bruni Tedeschi (principessa Gaia) e Guido Caprino (Carmine). Presenti pure gli sceneggiatori Francesca Marciano, Valia, Santella, Luca incaselli e Stefano Sardo, nonché i produttori della serie tv. Di seguito le parole dei protagonisti durante l’evento, e un primo sguardo, rigorosamente senza spoiler, alla produzione Sky Original che debutterà con due episodi a partire da venerdì 28 febbraio.

Da sinistra: Jasmine Trinca, Valeria Golino, Tecla Insolia, Valeria Bruni Tedeschi e Guido Caprino
Credits: Danilo Budite, Hall of Series

Valeria Golino e le difficoltà di adattare L’arte della gioia

Il libro di Goliarda Sapienza da cui è tratta la serie ha avuto un percorso davvero contorto. Ignorata a lungo in Italia, l’opera è uscita prima in Francia, dove ha riscosso un enorme successo. A quel punto L’arte della gioia è finalmente stato pubblicato pure in Italia, e ora sé diventato una prestigiosa serie tv. La regista, Valeria Golino, ha parlato della responsabilità di adattare un libro come questo: “All’inizio era molto spaventoso. Quando abbiamo deciso di traporre sullo schermo questo romanzo volevo inizialmente farne un film.

Ci abbiamo lavorato per mesi, senza trovare la quadra, perché il libro è estremamente denso. C’è la disobbedienza di Modesta, che riflette quella letteraria di Goliarda Sapienza. Non siamo riusciti a trasporre il libro nel poco tempo di un film e quindi abbiamo deciso di fare una serie, per dare sfogo a tutta la complessità dell’opera. Ci sono voluti più di due anni per confezionare questo prodotto e lavorandoci ho imparato davvero tantissime cose

Tornando al complesso percorso di pubblicazione del libro, Valeria Bruni Tedeschi e Valeria Golino (protagoniste pure di un episodio memorabile di una delle migliori serie tv di Sky: Call My Agent) hanno sottolineato come, a dispetto di quanto accaduto in passato, oggi la serie tv de L’arte della gioia sta faticando a imporsi proprio in Francia, mentre in Italia sta ricevendo un’accoglienza molto entusiastica. Un segno di come cambiano i tempi, ma soprattutto, come hanno aggiunto le due, anche un oscuro segnale dei pericoli del moralismo, che prima ha ostacolato in Italia la pubblicazione del libro, e ora sta rendendo difficile la fruizione della serie tv in Francia. C’è invece molto bisogno di opere fieramente spregiudicate come questa.

Le parole del resto del cast

Parola poi ai membri del cast. Inizia Tecla Insolia, che ha parlato del personaggio di Modesta: “Ho portato sicuramente un po’ d’incoscienza al personaggio. Allo stesso tempo avevo la consapevolezza di trovarmi un ambiente molto stimolante a livello creativo. A dare un valore aggiunto alla serie è stata la collettività. Quello delle riprese è stato un periodo di grande libertà, eravamo liberi di fare tutto dietro il filtro di un’artista straordinaria come Valeria (Golino ndr). Modesta è un personaggio complesso. Si muove sugli eccessi e interpretarla è stato un regalo da sogno. Sentivo una grande responsabilità, ma lavorare in un contesto come quello che ho trovato è stata una grande fortuna”.

A seguire Valeria Bruni Tedeschi, che si è fermata sul valore della serie tv e ha parlato della sua Gaia: “L’arte della gioia ha il coraggio di raccontare l’umanità nella sua complessità. Anche il personaggio più terribile viene guardato come un essere umano. Credo che sia questa la grande modernità della serie. Il mio personaggio è complesso come tutti gli altri. È tante cose, ha un’enorme profondità e immergersi in un personaggio del genere è la cosa più bella per ogni attore”.

Infine due battute anche di Jasmine Trinca e Guido Caprino. La prima ha parlato del rapporto tra la sua Madre Leonora e Modesta, sottolineando anche un particolare che ha apprezzato della regista di Valeria Golino: “Madre Leonora fa un grande dono alla ragazza: le dona la libertà e la fa tornare al mondo. Ho trovato davvero interessante il modo in cui Valeria racconta il desiderio femminile nel corso della narrazione”. Così invece Guido Caprino sul personaggio di Carmine: “Ho difficoltà a giudicare il personaggio di Carmine. È esponente di una società che chiaramente, al tempo, era impregnata di patriarcato. Però è un personaggio che non cade nel cliché e anche lui ha una sua spiccata complessità“.

Valeria Golino, la regista de L'arte della gioia
Credits: Danilo Budite, Hall of Series

Un primo sguardo a L’arte della gioia

Come detto in fase d’introduzione, L’arte della gioia andrà in onda su Sky con due puntate alla settimana. Un percorso che, quindi, inizierà il 28 febbraio (qui le altre serie tv in uscita nella settimana) e si concluderà il 14 marzo. Abbiamo potuto però vedere in anteprima la serie tv (che, ricordiamolo, è stata già protagonista in estate al cinema) e siamo di fronte a una produzione davvero molto interessante. L’audacia del romanzo di Goliarda Sapienza viene riversata nella serie tv di Sky, esaltata dallo sguardo di Valeria Golino. L’arte della gioia non ha paura di essere se stessa e soprattutto di esprimere la propria libertà: la vera, grande, cifra artistica ed espressiva dell’intero racconto.

A impreziosire la narrazione c’è poi un cast d’eccezione. Tecla Insolia interpreta al meglio la spregiudicata Modesta, un personaggio magnetico e travolgente, che domina e riempie la scena con – ancora una volta – la sua voglia di libertà. Da Valeria Bruni Tedeschi a Jasmine Trinca e Guido Caprino, l’intero cast de L’arte della gioia dà la giusta resa a un gruppo di personaggi molto complessi, le cui pulsioni finiscono costantemente al centro della scena con tutte le loro ambiguità. Il livello di scrittura è molto alto e l’espressione dei protagonisti, assieme alle loro interazioni, definiscono in quadro di particolare complessità.

Particolarmente ricco, infine, è l’intero apparato concettuale che soggiace nella serie. La gioia, come da titolo, viene indagata, messa in relazione con le pulsioni e soprattutto con questa libertà che come vedete torna costantemente nel racconto. Modesta è sempre il termometro emotivo di questa dilagante voglia di libertà e seguire il suo percorso di crescita e affermazione è un’esperienza davvero intensa. Il filtro storico assume, poi, una valenza davvero interessante, perché tutta questa voglia di libertà viene calata in un contesto chiaramente molto costrittivo, per cui la sua forza risulta ancora più accentuata. Siamo di fronte a una grande serie tv che riesce nel difficile compito di adattare un grande libro. L’ennesima dimostrazione dell’eccellenza di Sky nel campo seriale.

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