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In una vivace chiacchierata su “Variety After-Show” su Instagram Odenkirk ha risposto alle domande dei fan – dopo la messa in onda dell’episodio sei intitolato “Wexler v. Goodman”. In questa chiacchierata ha anche rivelato che uno degli ultimi due episodi della stagione è stato particolarmente impegnativo. Ma non solo: c’è un particolare di Saul in Breaking Bad che proprio non lo convince.
“Sono quasi rimasto ucciso facendo uno di questi episodi. Il solo fatto di girare l’intero episodio mi ha quasi ucciso”, ha detto. Ma a parte questo durante il corso delle domande c’è un particolare che salta all’occhio. C’è una cosa di Saul Goodman in Breaking Bad che non ha senso per lui. La prossima stagione di Better Call Saul sarà la sua sesta e ultima e Bob Odenkirk non vede l’ora di vederla, dopo aver ricoperto il ruolo per un decennio. Ha detto che è anche entusiasta di avere gli scrittori che rispondono ad alcune delle sue domande scottanti, come il perché Kim non si trovi in Breaking Bad (e come i fan sospetta sia successo qualcosa di brutto).

C’è un momento in cui Saul appare per la prima volta nell’universo di Breaking Bad nel 2009 che ancora non quadra con Odenkirk: “L’unica cosa che non quadra ancora è quando la sua assistente se ne va nella prima scena, e lui fa qualche battuta sul volerle toccare il culo. Perché dovrebbe farlo? Non capisco”. L’assistente è la fedelissima Francesca, che è già apparsa in Better Call Saul. Sicuramente uno dei tratti tipici dell’avvocato dei criminali è il suo essere alle volte sfacciato. Oggi non potremmo pensare a Jimmy in quel modo ma questa è la forza di aver fatto uno spin-off.
In Breaking Bad, Saul Goodman è tutto lì non ha molte sfaccettature. Ha un ruolo e lo porta a termine. Better Call Saul è servito anche per farci comprendere la varietà di emozioni e sensazioni che sono racchiuse nel personaggio di Jimmy. Lo stesso Odenkirk ammette che interpretare Jimmy è più difficile che interpretare Saul. Il secondo è una performance, il primo più gratificante.