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Come le sigle televisive si evolvono, così si evolvono le vicende. Come le vicende, così si evolvono gli intrecci. Come gli intrecci, così i personaggi. Come i personaggi, così i fans.
In che senso si evolvono i fans? Siamo stati abituati ad eroi, brave persone, personaggi impeccabili. Per cui sembra che, inconsapevolmente, avessimo detto basta a tutto ciò, come per il colesterolo. E come per Valsoia, abbiamo detto “sì” a personaggi che da buoni sono diventati cattivi, si sono adeguati alla società in cui vivevano, oppure semplicemente sono sempre stati anormali. Quindi iniziamo a preferire la follia che scorre nelle vene di un personaggio anziché i lieto fine, gli arcobaleni e gli unicorni.
In particolare consideriamo uomini con questo brio, per usare un eufemismo, tremendamente attraenti. Sarà che siamo masochiste, ma non si tratta del classico modello di uomo str**zo che per antonomasia la donna ama alla follia, no. Sono proprio psicopatici, bastardi serial killer, cattivi in tutto e per tutto.
La lista potrebbe essere infinita, ma voglio soffermarmi su quelli degli ultimi tempi.
#1 TATE LANGDON – American Horror Story: Murder House
Signori e signore è con molto piacere che vi introduco uno dei folli più amati di tutte le serie televisive: Tate Langdon. Perché penso ciò? Ovunque io legga, Tate è l’esempio di personaggio fuori di testa più gettonato. Interpretato da un brillante Evan Peters, il ragazzo biondino dall’aspetto semi-inquietante ha ucciso da vivo e procrea da fantasma. Girovaga per i corridoi della sua scuola con un simpaticissimo scheletro dipinto sulla faccia. Tutto normale, no?
Per quanto voglia fare il duro e il poco sano di mente, anche Tate ha il suo tallone d’Achille: Violet, figlia degli ennesimi proprietari della casa in cui è intrappolato. Ci siamo innamorati, tra l’altro, del suo essere estremamente protettivo, ossessivamente innamorato. Poi, diciamocelo, con quella tuta nera in lattice è stato difficile non pensare a Tate come l’Uomo Nero che usciva dal nostro armadio: però ci faceva tutt’altro che paura.
E poi… “Normal people scare” us. Quindi evviva Tate!