3) Nickel Boys

Quest’opera cinematografica è tratta dall’omonimo romanzo di Colson Whitehead, vincitore del Premio Pulitzer nel 2020. La vicenda ha inizio in Florida nel 1962 e narra l’amicizia tra due giovani afroamericani, Curtis e Turner. Il primo è un promettente studente liceale, mentre il secondo è un ragazzo di strada del Nickel Academy, un riformatorio dove chi non obbedisce ciecamente alle regole del direttore viene punito con la violenza. Il regista RaMell Ross, attraverso l’utilizzo di inquadrature alternate, ci mostra il punto di vista dei due protagonisti e delle sensazioni da loro vissute. La loro è una storia di soprusi che tramite la settima arte si trasforma in poesia, in immagini pittoriche accanto a foto d’epoca e d’archivio.
Nickel Boys è una pellicola riuscita e acclamata dalla critica, perché ha saputo dare valore al libro a cui si è ispirata, il quale a sua volta racconta le raccapriccianti vicissitudini del vero riformatorio dell’orrore Dozier School for Boys. All’interno dell’edificio alcuni anni fa furono trovati un centinaio di corpi di ragazzi e bambini giustiziati dalle guardie. Una tragedia da qualsiasi lato la si osservi. Per tutti questi motivi, questo è un film da vedere e su cui riflettere, ed è disponibile su Prime Video.
4) The Apprentice – Alle origini di Trump

L’apprendistato e l’ascesa di Donald Trump vengono filtrati dagli occhi del regista Ali Abbasi in questo film da vedere uscito nel 2024 ma ora fruibile su Now. Negli anni ’70 l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America si trova a New York, dove viene istruito dall’avvocato senza scrupoli Roy Cohen su come muoversi all’interno dell’alta società della metropoli. Se all’inizio del racconto il giovane Trump viene presentato in modo favorevole, successivamente la sua figura spietata e arrivista fuoriesce in tutta la sua crudeltà.
The Apprentice non fa sconti nel descrivere in modo dettagliato le lezioni di astuzia e raggiri tra maestro e allievo. Imbrogliare è la parola d’ordine, tanto che alla fine i ruoli dei due protagonisti si invertono. L’interpretazione di Sebastian Stan nelle vesti di Trump è ingarbugliata, fatta di tante sfumature, dalle quali naturalmente la reputazione del neo-presidente ne esce squarciata a pezzettini. In fondo gli atteggiamenti di quest’uomo li abbiamo visti in mondovisione in più occasioni, ma questa pellicola ci aiuta a capire come Donald sia diventato quello che è oggi. Tramite un ritratto feroce, diretto e provocatorio, il regista ci mette davanti agli occhi una biografia lucida, emblema del Capitalismo e dell’avidità dell’America contemporanea. Una nazione in cui per molti Trump è l’esempio di uomo vincente e di successo, da seguire e adulare.