6) Il ragazzo dai pantaloni rosa

Tratto da una storia tragicamente vera, questo film da vedere diretto da Margherita Ferri ripercorre la vicenda di un adolescente, Andrea, vittima di bullismo e cyberbullismo a causa dei quali si tolse la vita a soli 15 anni. Affrontare tematiche così delicate sul grande schermo è sempre un salto nel vuoto dagli esiti incerti, perché il rischio di cadere in una retorica superficiale è molto alto. Tuttavia, la pellicola presente nel catalogo Netflix ha saputo raccontare con dolcezza la storia del ragazzo, presentandola dal suo punto di vista post mortem. È sua infatti la voce narrante della sequenza iniziale, toccante e tenera.
L’intento della regista è stato quello di sensibilizzare il pubblico e i genitori su di un argomento onnipresente nel percorso di crescita di un individuo. Una situazione con cui molti di noi hanno dovuto fare i conti, prima o poi. Non si può quindi non empatizzare con il protagonista e con la madre, interpretata da una Claudia Pandolfi perfettamente bilanciata nel ruolo. In questo lungometraggio il dramma di un’intera famiglia diventa il mezzo con cui veicolare un messaggio, in modo misurato e intimo, cercando di annullare gli stereotipi di genere, dettati in questo caso dai pantaloni rosa. Un errore di lavaggio, semplicemente, che diventa simbolo di una causa da portare in prima tra i banchi delle scuole italiane.
7) Giurato Numero 2

Incredibile pensare che a 94 anni precisi Clint Eastwood sia ancora un maestro nel fare il suo mestiere, che sia quello di attore o di regista come in questo caso. Giurato Numero 2 è un legal thriller di grande intelligenza e stile che, come avviene solitamente nei film diretti da Eastwood, mostra uno spaccato dei limiti della società americana. Justin Kemp (Nicholas Hoult) è un giovane uomo sposato e in attesa della sua prima figlia, quando viene convocato come membro della giuria in un processo per omicidio ai danni di una ragazza. La trama però prende una direzione inaspettata quando il protagonista diventa egli stesso indagato per il crimine. Ed è qui che subentra la bravura del regista.
La psicologia del personaggio di Justin viene analizzata in ogni sfumatura facendoci riflettere sui concetti di verità, giustizia, coscienza, onestà, colpevolezza. Siamo in grado di ammettere un errore che potrebbe cambiare la nostra vita e quella delle persone che amiamo, pur di scagionare un innocente e uscirne moralmente “puliti”? Possiamo essere giudici imparziali di noi stessi? Il diritto funziona o è solo un mezzo fittizio con il quale assegnare sentenze faziose e corrotte? Spesso non tutte le domande hanno una risposta certa.
Ma quello che sappiamo con sicurezza è che ancora una volta Clint Eastwood fa la parte del Re Mida hollywoodiano, riuscendo a trasformare in oro tutto ciò che tocca e confezionando un film da vedere assolutamente, disponibile su Infinity+.