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7 grandi film di fantascienza da guardare su Amazon Prime Video

3. The Thing (John Carpenter, 1982)

Rimaniamo nel panorama dei film di fantascienza horror, in cui pochi, oltre ad Alien, riescono a fondere tensione, paranoia e terrore come The Thing di John Carpenter. Un’opera che, nonostante un’accoglienza iniziale tiepida, è oggi considerata un cult imprescindibile del genere, tanto che ancora oggi viene omaggiato (si veda il finale di The Substance, ad esempio). Il body horror incontra la fantascienza in un mix che volutamente vuole far sentire a disagio lo spettatore. La tensione data dalla sfiducia verso il prossimo viene esasperata ancora di più dalle capacità della cosa che insegue i protagonisti. Ma, per chi non avesse la minima idea di che cosa stia parlando, facciamo un ripasso.

Ambientato in una stazione di ricerca in Antartide, il film segue un gruppo di scienziati alle prese con un’entità aliena – la cosa – capace di imitare perfettamente ogni organismo vivente. La claustrofobia della base antartica, combinata all’isolamento esterno, aumenta minuto dopo minuto l’atmosfera angosciante percepita dentro e fuori lo schermo. La Cosa è vista come innaturale, impossibile e, perciò, nonostante tutto, imbattibile.

Sebbene la sensibilità oggi sia cambiata, The Thing, come ogni body horror, riesce ancora a metterci a disagio, spingendo il nostro istinto di sopravvivenza a farci alzare e scappare. L’uso degli effetti speciali pratici (curati dal maestro Rob Bottin, che ha lavorato anche in RoboCop, Atto di Forza, The Fog), ad oggi, si vede e potrebbe risultare “posticcio”, ma non ha nulla da invidiare a certi lavori in digitale che vediamo oggi. Le trasformazioni della creatura, grottesche e inquietanti, risultano ancora oggi disturbanti. Questo va a combinarsi alla colonna sonora, dove Ennio Morricone lavora su note cupe e ossessive, amplificando il senso di minaccia incombente.

Paranoia e paura dell’ignoto e sconosciuto sono metafora della sfiducia verso prossimo che esiste latente dentro tutti noi. Serve solo l’ingrediente giusto per scatenarla. Nel momento in cui non si sa veramente chi è chi, la diffidenza comincia a imperare, veicolando al massimo la tensione.

4. Her (Spike Jonze, 2013)

Lei

I prossimi due film di fantascienza esplorano il rapporto tra umano e intelligenza artificiale. E lo fanno nonostante i quasi cento anni di differenza tra l’uno e l’altro. Partiamo dal più recente con Lei, che solo 12 anni fa ha anticipato uno dei potenziali sviluppi tra uomo e intelligenza artificiale. Altri film lo hanno fatto e certamente altri film lo faranno in futuro, dato lo stato attuale del settore della robotica. Tuttavia, Spike Jones mescola un romanticismo dal retrogusto drammatico a una riflessione su un futuro umano-artificiale non troppo lontano.

A seguito di una dolorosa separazione, l’introverso Theodore (Joaquin Phoenix) sviluppa un legame profondo con Samantha, un’intelligenza artificiale avanzata (con la voce di Scarlett Johansson). Da semplice assistente vocale, ben presto, Samantha si trasforma in qualcosa di più complesso. Sviluppando il concetto stesso di amore e di connessione emotiva, Theodore e Samantha vanno oltre la corporeità e il loro legame si fa completamente mentale ed emotivo. 

Dall’estetica minimalista e dalla fotografia calda e avvolgente, questo film di fantascienza ci porta in un futuro realistico e accessibile. Non ci sono alieni o viaggi nello spazio ad anni luce dalla terra. Lei ci mostra una realtà che sarà. Se addirittura, da qualche parte, già c’è. La malinconica dolcezza di questo film sta nella sua possibilità

Altro piccolo punto di forza che forse ci mostra addirittura un futuro più distopico di quello di Wall-e: la solitudine nell’era digitale. Il vuoto emotivo impera grazie alla tecnologia, ma può quest’ultima anche colmarlo? Amare è una prerogativa solamente umana? Qual è il vero significato di amare?

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