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Ambiziosa. Arrabbiata. Triste. Forte. Sensibile, spaventata, aggressiva, talentuosa. Esausta. Ci siamo chiesti per anni cosa dovessimo pensare di Annalise Keating, eppure arrivati a oggi ancora non lo abbiamo capito. Anche oggi che รจ finita la sua avventura con noi, continuiamo a chiederci che diavolo dovremmo pensare di una donna cosรฌ variegata. Cosรฌ limpida ma al contempo cosรฌ oscura, cosรฌ intimamente spaventata ma al contempo cosรฌ incredibilmente coraggiosa. La veritร รจ che questa domanda continuerร a tormentarci per sempre, anche dopo la fine di How to Get Away with Murder. Perchรจ Annalise sfugge alle categorizzazioni, e la sua anima non ha colore. Non uno definito, almeno. Annalise รจ tante cose, troppe cose. Ambiziosa, arrabbiata, triste, forte, sensibile, spaventata, aggressiva, talentuosa. Ma soprattutto esausta.
Lo รจ da sempre, lo รจ da quando รจ cominciata ad apparire sui nostri schermi. Quando ancora molte delle cose che abbiamo visto in questi anni non le erano capitate, quando quella sensazione di totale insofferenza non ci era stata ancora restituita appieno, coperta da una patina di carisma, intelligenza, capacitร gestionale e freddezza. Annalise era giร esausta. E figuriamoci ora.
Abbiamo visto frantumarsi in mille pezzi il suo scrigno emozionale in questi anni. Quello dove custodiva gelosamente se stessa. La vera se stessa. Quella che non voleva mostrarsi per paura di uscirne distrutta, definitivamente dilaniata. Piรน di quel che giร era. Quella che per proteggersi da un mondo che lโaveva messa a durissima prova sin dallโinizio della sua vita aveva deciso di andare oltre la protezione del proprio io piรน recondito. Aveva deciso di proteggere anche lโinvolucro. Di non rivelarsi mai del tutto, coperta da parrucche sempre diverse, simbolo inestricabile del suo conclamato trasformismo. Una porta blindata chiusa a doppia mandata. Annalise si era resa invalicabile.

Ma รจ proprio quando si รจ esausti, con ormai piรน nulla da perdere, che spesso si tira fuori il meglio di se stessi. Quel meglio che Annalise aveva tenuto da parte per le occasioni disperate, finalmente viene fuori. Nel definitivo giorno del suo giudizio, sfodera davanti alla giuria una delle arringhe piรน commoventi e autoreferenziali che abbiamo mai sentito in una serie tv. Si mostra finalmente per quel che รจ. Per tutto quel che รจ. Senza piรน filtri o parrucche. Senza piรน niente da difendere.
Lโultima puntata di How to Get Away with Murder รจ stata frenetica, terribilmente. Di quelle frenesie massiccie e incontrollabili, dove alla fine rischi di non capire piรน da dove eri partito e dove poi, alla fine, sei arrivato. Il pericolo di concludere in maniera troppo frettolosa era altissimo: di storyline da chiudere ce nโerano tante, di tempo per pensare ormai non ce nโera piรน. Ma alla fine รจ andato tutto abbastanza bene. Imprevedibilmente. Lโennesimo colpo di scena di una serie che sui colpi di scena ci ha campato per anni, รจ stato quello di chiudere in bellezza quando tutti ormai pensavamo che il disastro fosse dietro lโangolo. E invece no.

O meglio, il disastro cโรจ stato. Inevitabile, in piena e totale coerenza con quello che la serie ci aveva raccontato lungo le sue 6 stagioni. Ma non รจ stato un disastro di sceneggiatura. Tutti i tasselli sono andati piรน o meno al loro posto, nella maniera genialmente caotica a cui questa saga ci ha abituati. ร stato invece un disastro umano, una carneficina emotiva. Ma anche questo รจ giusto e coerente, per quanto faccia male. Perchรจ How to Get Away with Murder รจ sempre stata una storia che ci ha raccontato il male, per quanto ben vestito. Non potevamo mica pretendere che ci salutasse con una carezza.
Annalise vince il processo, ma il tripudio dura poco. Perchรจ di lรฌ a poco le sarebbe toccato il destino crudele che la ha attanagliata per tutta la fottuta esistenza. Annalise รจ destinata a perdere i suoi figli. Tutti. Da quello in grembo che gli fu ucciso da Frank, a Wes. Per poi arrivare a loro due, i suoi fedelissimi. Frank e Bonnie, Bonnie e Frank. In trincea fino allโultimo, fino allo sfinimento. Quello di Delfino รจ lโharakiri atteso, la follia di un uomo troppo addolorato per continuare a vivere. Di uno che sapeva esattamente il destino a cui andava incontro e decide di abbracciarlo disperatamente. Perchรจ Annalise andava ripagata, e lโuccisione della Birkhead lโavrebbe salvata da ogni possibile ritorsione. Quello che Frank non ha capito, perรฒ, รจ che cosรฌ le avrebbe fatto ancora piรน male. Facendosi uccidere lui, e arrivando involontariamente a far uccidere anche lโamata Bonnie. Cosรฌ anche quando sembrava ci fosse da festeggiare, tutto si trasforma nellโennesima tragedia. Per Annalise, non cโรจ mai niente da festeggiare.
Godersi il momento รจ unโespressione che รจ stata tolta dal suo vocabolario tanti anni prima, e che non ci tornerร mai piรน in quel vocabolario. Ormai รจ troppo tardi. Non era tardi per Frank, che invece conclude nella maniera piรน brutale e struggente il suo percorso di redenzione. Non lo era nemmeno per Bonnie, che si rende protagonista della scena piรน straziante di tutte. Con uno sguardo da bambina impaurita, si abbandona tra le braccia di Annalise e muore. Guardandola per lโultima volta, chiedendole per lโultima, straziante volta, cosa dovesse fare. Ma stavolta, solo con gli occhi.

Abbiamo assistito al ritorno alle origini di Nate, finalmente restituito alla sua vera essenza. Tornato a fare la cosa giusta. Al sacrificio per amore di Connor, ormai diventato uomo capace di prendersi le proprie responsabilitร . Al sollievo di Laurel e alla solitudine di Michaela, divorata dai suoi stessi giochetti che lโhanno isolata da tutto il mondo. Libera sรฌ, ma non da se stessa.

E poi, siamo stati proiettati nel futuro. Lโennesima genialata della serie รจ stata finalmente rivelata: Wes era morto davvero, e quello al funerale di Annalise era Cristopher. Che accompagnava la madre Laurel. Qualche fila piรน dietro scorgiamo Connor e Oliver. Di nuovo, inevitabilmente, insieme. Perchรจ il loro amore รจ stato piรน forte di tutto ed รจ lโunica cosa a essere sopravvissuta nel marasma relazionale di How to Get Away with Murder. Non cโรจ Teagan, sparita nel nulla, e nemmeno Michaela, che perรฒ vediamo aver raggiunto in un modo o nellโaltro i suoi obiettivi nei flashback.
Una scena, quella della Chiesa dove si tiene il funerale di Annalise, che ci ha ricordato vagamente il finale di Lost. Una situazione straniante, in cui agli inizi โ anche grazie alla presenza di quello che apparentemente era Wes giovane, mentre tutti gli altri erano anziani โ non capivamo se i protagonisti fossero vivi o morti durante questโultima reunion. E come nel finale di Lost, tutto torna esattamente dove era cominciato, con una riconnessione tra la prima e lโultima scena: Jack da una parte, Wes dallโaltra.
Lโultima scena di How to Get Away with Murder ci riporta lรฌ, dove tutto era iniziato. Alla Middleton Law School.

Teatro di orrori e macchinazioni, luogo dellโanima in cui sono custodite tutte le malefatte e le vicissitudini di Annalise e i suoi Keating 5. Luogo che sembra destinato perรฒ a una nuova epoca. Migliore. Cristopher Castillo รจ identico a Wes, ma รจ cresciuto in modo diverso. Grazie alla scelta di Laurel di abbracciare il bene al momento giusto, prima che fosse troppo tardi, รจ vissuto allโinsegna dei sani principi. E a Cristopher, Laurel ha raccontato di Annalise. Ha raccontato di quella donna cosรฌ oscura e al contempo cosรฌ altruista e meravigliosa. Forse, gli ha raccontato anche quello che Annalise sarebbe potuta essere per tutti nessuno escluso, se nella vita non le fosse capitato tutto quel che le รจ capitato.
Un esempio da seguire.
Un esempio che Cristopher segue, diventando lui stesso Annalise. Cris sorride prima di iniziare la sua prima lezione, e scorge lo sguardo della Keating tra i banchi. Finalmente distesa, finalmente libera. Leggiadra. Ma รจ solo una visione, ovviamente. Annalise svanisce leggiadra nel nulla, e di lei che non ci rimarrร che il ricordo. Intenso e disperato, forse anche un poโ tossico. Come quegli amori che ti fanno male da morire ma di cui non puoi fare assolutamente a meno. Abituarci a fare a meno dellโesistenza intensa, tossica e disperata di Annalise Keating non sarร semplice. Non lo sarร affatto. Ci rimarrร sempre quella domanda che continuerร a ronzarci fastidiosamente in testa: ma chi era davvero, Annalise Keating?
Probabilmente era solo una donna come unโaltra, invischiata in una serie di battaglie senza fine che lโhanno resa ciรฒ che poi รจ diventata. Ambiziosa. Arrabbiata. Triste. Forte. Sensibile, spaventata, aggressiva, talentuosa. E soprattutto, tremendamente esausta.
