ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su LOL – Chi ride è fuori 5
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Dopo una settimana di attesa, abbiamo finalmente il vincitore di LOL – Chi ride è fuori 5. A trionfare è Federico Basso, al termine di un duello finale contro una Geppi Cucciari che sembrava inscalfibile e che infatti ha ceduto solo per una frazione di secondo. Un tempo sufficiente a decretare la sua sconfitta. Siamo di fronte a un trionfo meritato. Federico Basso è stato uno dei grandi mattatori di questa stagione e ci ha regalato anche un intenso momento finale, con quelle lacrime che ci hanno davvero toccato il cuore. Una vittoria soddisfacente, dunque, portata a casa in un duello finale però con poche palpitazioni rispetto a quelli del passato.
In fondo sono arrivati alcuni dei migliori. Basso e Cucciari, ma pure Andrea Pisani. Al di là dei singoli meriti però, approfonditi meglio nelle nostre pagelle che potete leggere qui (e potete pure recuperare quelle della prima parte), possiamo approfittare di questo spazio per ragionare un po’ sul format, oltre che sulla stagione che si è appena conclusa. E sullo stato di forma della produzione Amazon. Arrivato come un fulmine a ciel sereno, lo show di Prime Video continua a essere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Cinque edizioni non sono uno scherzo, e infatti alla vigilia di questa nuova sfida aleggiava un po’ di scetticismo. Spazzato via, però, dall’ennesima dimostrazione di quanto LOL – Chi ride è fuori sia un format che continua a funzionare dannatamente bene.

Il tempo passa, e nonostante gli acciacchi LOL resiste
Parliamoci chiaro: siamo lontani dai fasti delle prime edizioni. La stagione uno è stata incredibile, la due ha tenuto ampiamente il passo. Da lì un piccolo calo. Fisologico ma progressivo. Più evidente, però, nella quarta edizione che in questa. Alcune delle novità adottate, infatti, hanno inciso parecchio sulla riuscita di LOL – Chi ride è fuori 5. Il cambio in conduzione, ad esempio. Alessandro Siani e Pintus, due fuoriclasse della comicità, hanno portato nuova linfa alla direzione, ma pure al gioco stesso. Sono intervenuti. Si sono messi in gioco. Hanno regalato loro stessi alcuni dei momenti migliori della stagione.
Insomma, questo cambio della guardia è stato davvero azzeccato e ha dato un bel ritmo a tutta la competizione. Poi ci sono stati altri fattori importanti che hanno funzionato. La scelta del cast sicuramente, ma anche il cambiamento del disturbatore. Nessun volto noto. Nessun Lillo 3.0 o a quante apparizioni siamo arrivati. Ci ha pensato ciclone Massimo Bagnato ad aggiungere un ulteriore pizzico di novità a un format che tradisce un po’ di stanchezza. Ma che, nonostante gli acciacchi, va avanti. E lo fa davvero bene, perché in LOL – Chi ride è fuori 5 si ride oltre a sorridere. E sì, non sarà stata la stagione migliore. È vero, possiamo dire addirittura che impallidisca al confronto con le prime due edizioni. Alla fine l’importante, però, è che lo show diverta ancora.
La formula di LOL – Chi ride è fuori 5: più interazione e un cast sinergico
A conti fatti l’elemento migliore di LOL – Chi ride è fuori 5 risulta essere paradossalmente quello su cui c’era più scetticismo alla vigilia. Il cast, privato di nomi pesantissimi escludendo la presenza di Enrico Brignano e Geppi Cucciari, funziona alla grandissima. E se c’erano pochi dubbi su alcuni veterani come Raul Cremona, altri concorrenti sono stati delle bellissime sorprese. Tommy Cassi in particolare, che ha affrontato la competizione con lo spirito giusto. Si è messo in gioco. Ha rischiato e ha finito per pagare il proprio rischio. Ma noi vorremmo vedere 100 Tommy Cassi a LOL, perché l’atteggiamento del ragazzo incarna lo spirito genuino dello show.
Andrea Pisani è un altro che ha affrontato alla grandissima il gioco. È quasi il ritratto di come si dovrebbe vivere questa esperienza. Si è divertito e ci ha divertito. Così come Federico Basso, che è addirittura riuscito a emozionarci. Lo spirito con cui i concorrenti hanno affrontato la sfida ha valorizzato questa stagione. Anche le dinamiche che si sono instaurate riflettono questo atteggiamento. Meno sketch rispetto al passato e molta più interazione. Questa è la formula che è venuta fuori da LOL – Chi ride è fuori 5 ed è il risultato di una serie di scelte davvero sagge. Ad emergere più che i singoli è l’alchimia che si è creata tra loro e questo elemento ha reso molto coinvolgente questa edizione.

LOL è morta, lunga vita a LOL
Chi ha steso il discorso funebre per lo show di Prime Video dovrà aspettare. Riprendendo un po’ le fila del discorso, sottolineiamo un’altra volta l’evidenza di come le prime stagioni siano superiori (se volete rivivere alcuni dei momenti migliori, non dovete fare altro che scoprirli qui). E molto probabilmente insuperabili. Ribadiamo, però, anche la riuscita di questa edizione. Andando avanti il calo è fisiologico. Concorrono la stanchezza del format, la forbice di scelta che si riduce. Pure i confronti col passato, in un certo senso, pesano. Questi sono tutti elementi che esistono e che sicuramente hanno il loro peso specifico. Subentra, però, un altro parametro da considerare se si parla di LOL: il divertimento, senza fare paragoni con quel che c’è stato prima. E questo non è di certo mancato in questa stagione. Il quadro complessivo che ne esce fuori, aggiunge questa edizione alle precedenti, è molto positivo in tutti i suoi elementi.
LOL – Chi ride è fuori 5 vince lo scetticismo, dunque. Poi l’umorismo resta una cosa così soggettiva che è anche difficile da valutare. Immancabile ci sarà chi non ha riso mai. Chi si è annoiato. Chi non è arrivato in fondo alla visione. Provando però a prendere le giuste distanze dai gusti personali, è innegabile che questa edizione abbia funzionato. La bilancia pende dalla parte giusta. E non era scontato alla vigilia. Teniamoci stretto questo show, quindi. Una realtà che performa anche nella somma delle sue parti. Nel talent show, ad esempio, che ci ha fornito un concorrente valido come Ciacci (qui potete trovare la recensione del talent, per rivivere anche gli altri concorrenti che non ce l’hanno fatta ad approdare a LOL). Nei suoi volti storici e nelle novità. Lunga vita a LOL, quindi, che nonostante il tempo continua a farci ridere. Forse un po’ meno di prima, ma pazienza.