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Mr Robot è finito e tutto quello che possiamo dire è di aver assistito a una delle serie tv più belle, cervellotiche e ben fatte della storia. Fin dagli esordi il racconto ci porta direttamente nella mente distorta di Elliot Alderson. Un giovane hacker che lotta contro le ingiustizie, specchio di una battaglia ancora più grande. Quella dentro di lui, dove un mistero – anche più di uno – è pronto a emergere da un momento all’altro. È un rebus indecifrabile, che siamo riusciti a scogliere solo dopo la bellissima, sconvolgente ed emozionate fine dello show. Mr Robot gioca con noi, manipola la società e pure sé stessa. E lo fa in un modo tale da lasciarci senza fiato. Scioccati dalla genialità di quello che abbiamo visto.
E proprio in questo pezzo vogliamo raccogliere quegli elementi della quarta stagione di Mr Robot che ci hanno fatto saltare dalla sedia. Ecco dunque le 5 cose più geniali dello show.
1) L’episodio silenzioso

Due sono le frasi pronunciate in questo episodio meraviglioso. Una all’inizio, detta a Elliot da Darlene, e una alla fine, pronunciata da Vera e rivolta a Krista. E poi il silenzio. Eppure è una delle puntate più comunicative di Mr Robot. I personaggi si esprimono ma non con le parole. Parlano con i volti, i messaggi testuali, gli sguardi, i gesti e la forza delle loro storie. La nostalgia e la dolcezza di Price nel guardare la figlia di qualcun altro, la disperazione di Elliot che fugge, la tristezza non ancora rassegnata di Darlene. A parlare è ogni cosa.
Silenziare i personaggi di Mr Robot è stato un azzardo se si considera che il dialogo è uno dei punti di forza dello show. Basti pensare ai monologhi interiori di Elliot. Sam Esmail – creatore della serie tv – non può contare sulla sua arma vincente. E riesce lo stesso a creare un capolavoro mettendo in scena una delle narrazioni visive più nitide di Mr Robot e attingendo a quella tradizione televisiva poco vista, ma sempre memorabile (qui altri esempi di meravigliosi episodi silenziosi).