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Finalmente l’attesa è finita e Luke Cage ha fatto il suo ingresso nel meraviglioso universo Marvel seriale, più nello specifico nella giurisdizione Netflix. Lo avevamo già apprezzato in Jessica Jones, dove aveva messo subito le cose in chiaro: da grandi poteri non necessariamente derivano grandi responsabilità. Sdoganando in maniera nuda e cruda la definizione di eroe che vige nell’immaginario Marveliano da tempo immemore. Molta curiosità ruotava attorno questo solitario omone che finalmente ha l’opportunità di poter dimostrare il suo valore e le sue reali potenzialità. L’attesa è stata snervante perché il personaggio già avevamo avuto modo di conoscerlo e di affezionarci a lui, inoltre la fama cartacea lo aveva abbondantemente preceduto. Tutti ingredienti che hanno fatto salire l’Hype per questa serie a livelli esorbitanti, ripagata dalla consolazione di poter disporre di tutti gli episodi già dal giorno del rilascio (Dio benedica Netflix).
Il biglietto da visita di Luke Cage è stato un trailer che ha dimostrato il ritorno di quel tono brutale e violento visto in Daredevil e Jessica Jones, accompagnato però da buone dosi di Humour e musica, che giocheranno un ruolo fondamentale. In seguito ad una superficiale analisi la serie sembra non deludere e qui vogliamo parlarvi delle primordiali sensazioni provocate dalla visione del Pilot.
Marvel’s Luke Cage si preannuncia divertente e cruda al contempo.
Il momento della verità è arrivato (ed è anche il titolo del primo episodio). In particolar modo sono 5 gli spunti innescati da questo “Moment Of Truth”:
1) NETFLIX NON SBAGLIA UN VILLAIN
Caratteristica peculiare della gestione Netflixiana dei prodotti Marvel è l’accuratezza e la meticolosità utilizzate nel realizzare il Villain. Fisk, Kilgrave e The Punisher (Che per certi versi è un Villain) sono eccellenze seriali nate dalla consapevolezza dell’importanza che la controparte malvagia ricopre nell’opera. Finora le aspettative sui cattivi sono state sempre ripagate alla grande e anche in Luke Cage la tradizione continua. Cornell “Cottonmouth” Stokes sembra essere un Villain riuscitissimo, un gangster di vecchia scuola che combina eleganza, ironia, violenza e mitomania. La scelta di Mahershala Ali nei panni di questo cinico mafioso dei sobborghi newyorkesi è quanto mai azzeccata. Nella prima puntata si presenta illustrando entrambi i suoi lati: quello del criminale composto ed elegante e quello del carnefice sanguinario.
Questo è un dato di fatto: NETFLIX NON SBAGLIA UN VILLAIN!
