C’era una volta, nel cosiddetto a.N. (avanti Netflix), un regno non molto diverso dal nostro. La gente usciva di casa, si parlava ed era costretta in assurde convenzioni sociali: i nerd con gli occhiali venivano chiamati quattrocchi, gli sportivi senza cervello erano i padroni della scuola e se preferivi startene a casa davanti alla tv invece che uscire a berti una birra eri uno sfigato.
Poi arrivò Netflix.
Netflix ha cambiato completamente il nostro modo di guardare le Serie TV, e non solo: ha cambiato proprio il nostro modo di approcciarci al mondo seriale, travolgendoci e trascinandoci in un mondo fatto di divani, copertine e caffè.
#1 Streaming: nuovo genere tra cinema, tv e romanzo
La letteratura è l’espressione sociale dell’essere umano. Per anni tra i banchi di scuola abbiamo studiato su pagine ingiallite e piene di scarabocchi ciò che gente prima di noi aveva scritto. Non era importante imparare quella determinata poesia, o essere in grado di farne una parafrasi corretta: il punto era comprendere lo sviluppo del pensiero umano che tra quelle parole cambiava e si evolveva, rappresentando sempre perfettamente l’anima di quella determinata epoca.
Le Serie Tv sono l’espressione letteraria della nostra epoca.
Purtroppo o per fortuna il mondo è cambiato: la maggior parte di noi non è piĂą tipo da poesia e carta stampata. Non abbiamo piĂą tempo per autori come Tolstoj o Tolkien. Abbiamo bisogno che l’informazione sia rapida, incisiva e che ci prenda il meno tempo possibile, convinti come siamo di non avere piĂą abbastanza tempo.
Ecco dunque come i primi vent’anni degli anni 2000 trovano la loro peculiare forma di espressione: le Serie Tv (e se volete trovarne alcune che ci mancano immensamente leggete questo).
Un tempo c’era gente che vedeva l’alba perchĂ© non poteva smettere di leggere, perchĂ© ad ogni fine capitolo aveva bisogno del seguente, come una sorta di droga che trovava appagamento solo nel vedere che cosa sarebbe successo in seguito.
Il cinema è probabilmente un genere a parte che ci teneva incollati allo schermo per un paio d’ore circa, coccolandoci per un intervallo di tempo deputato alla nostra piĂą totale distrazione. Erano rapidi e conclusi in se stessi.
E poi, lentamente, hanno cominciato a farsi largo le Serie Tv.
In principio erano puro intrattenimento, dovevano tenerti incollato allo schermo e raccontarti qualcosa, ma vigeva la regola dell’episodio: tutto iniziava e si concludeva all’interno di al massimo 45 minuti. Era fondamentale il pilot, in cui bisognava comunicare il piĂą possibile e conquistare lo spettatore, e fondamentale era la questione tempo.
Nell’ultima decina d’anni scarsa è arrivato lo streaming e di conseguenza Netflix, così il mondo è cambiato di nuovo.
Le storie vengono architettate nei minimi dettagli, disseminando collegamenti tra la prima stagione e l’ultima con un’attenzione maniacale.
In Buffy, Friends o Gilmore Girls poteva capitare che tra il primo episodio e l’ultimo ci fossero delle incoerenze, dei piccoli errori narrativi perchĂ© la storia si era sviluppata in modo imprevedibile e incontrollato.
Ora questo non può piĂą accadere, perchĂ© lo spettatore non si gusta piĂą la serie spalmata in anni e anni, ma con un’abbuffata continua di informazioni.
Il “Previously” non ci serve piĂą a una fava, noi sappiamo perfettamente cosa è accaduto prima perchĂ© probabilmente quel prima risale alla stessa medesima giornata.
Paradossalmente le Serie Tv modalitĂ Netflix sono molto piĂą simili ad un romanzo che a un film o a una serie anni ’90.
Decidiamo noi il quanto, possiamo andare a rivederci gli episodi passati tutte le volte che desideriamo, e ci immergiamo in essa con un’intensitĂ tale che quella serie diventa parte integrante di noi, condizionando la nostra giornata, e, ammettiamolo, rendendoci anche abbastanza strani agli occhi del mondo esterno.








