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Baby Reindeer – Fiona Harvey, la “vera Martha” denuncia Netflix e chiede 170 milioni di dollari: «La sua vita è stata rovinata»

baby reindeer

Nuovi guai per Netflix: Fiona Harvey, la donna che avrebbe ispirato il personaggio di Martha in Baby Reindeer, ha deciso di denunciare l’azienda per i presunti danni provocati dalla serie tv.

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Una richiesta da capogiro. Fiona Harvey, la donna che avrebbe ispirato il personaggio di Martha in Baby Reindeer, denuncia Netflix e chiede 170 milioni dollari per i danni provocati dalla serie tv alla sua persona. Harvey aveva già parlato alcune settimane nel corso di un’intervista controversa, e torna ora alla carica sostenendo che gran parte delle cose raccontate in Baby Reindeer non siano vere. Non sono mancate le repliche: Jessica Gunning, interprete di Martha, è tra le ultime a essersi espresse e ha commentato di recente le parole di Harvey.

Le parole del suo avvocato

L’avvocato di Fiona Harvey si è così espresso. “Le bugie che gli imputati hanno raccontato su Harvey a oltre 50 milioni di persone in tutto il mondo includono che Harvey è una stalker condannata due volte a cinque anni di prigione e che Harvey ha aggredito sessualmente Gadd. Gli imputati hanno raccontato queste bugie e non si sono mai fermati, perché era una storia migliore della verità, e le storie migliori portano soldi”.

Prosegue il legale. “Netflix, una società multinazionale di streaming di intrattenimento da miliardi di dollari, non ha fatto letteralmente nulla per confermare la ‘storia vera’ raccontata da Gadd. Cioè non ha mai indagato se Harvey fosse stata condannata, un gravissimo travisamento dei fatti. Non ha fatto nulla per capire la relazione tra Gadd e Harvey, se ce ne sia stata una… A causa delle bugie, degli illeciti e della cattiva condotta assolutamente sconsiderata degli imputati, la vita di Harvey è stata rovinata”.

La replica di Netflix

Netflix difende a spada tratta Baby Reindeer. “Intendiamo difendere la questione con forza e sostenere il diritto di Richard Gadd di raccontare la sua storia”. Secondo l’azienda, inoltre, si è fatto tutto il possibile per tutelare l’anonimato delle persone coinvolte.

Vi terremo aggiornati in caso di ulteriori sviluppi.