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Quante volte ci siamo interrogati sull’importanza dei colori in Breaking Bad. Quel giallo del deserto ma anche il blue della meth: una tavolozza di colori che ha ai due estremi il bianco e il nero. Bianco e nero sono i due opposti, come il bene e il male le due condizioni che caratterizzano le vite dei personaggi di Breaking Bad. Lo stesso Gilligan si è espresso su questo: “Cerchiamo sempre di pensare al colore in cui un personaggio è vestito, nel senso che rappresenta in qualche modo il suo stato d’animo”.
Il creatore della serie ci tende a precisare che la sua non è una “psicologia dei colori” ma più semplicemente associare un colore a un personaggio. Ed è proprio quello che ha fatto quando ha creato il personaggio di Walter White. L’importanza che Gilligan attribuisce ai colori lo ha portato a introdurne uno nel cognome del protagonista. Per questo, racconta durante un’intervista, che l’idea del “bianco” gli è venuta in mente mente cercavano di dare una definizione al personaggio di Walter.

Un personaggio blando, inspido e quindi come il colore bianco che è il colore neutro per eccellenza. Scelto il cognome non mancava altro che il nome di battesimo e anche lì il regista dice che avevano in mente un come comune, con cui gli spettatori si potessero identificare: Walter White. Gilligan l’ha saputo nello stesso istante in cui quelle parole sono uscite dalla sua bocca “un nome dal suono allitterante, stranamente blando ma che ti rimane in testa”.
Inizialmente, Walter White era proprio quel “bianco”, l’uomo buono poi si è trasformato nel “nero” di Heisenberg e da lì è nato lo spettro di mille colori che è Breaking Bad.