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Quando il film Snowpiercer è arrivato nelle sale cinematografiche ben dieci anni fa, nel 2013, ha dato il via a un decennio incredibile per il regista e sceneggiatore Bong Joon Ho, culminato con la storica vittoria dell’Oscar per Parasite. Ma una delle star del film non era convinta che il progetto fosse una cosa sicura: stiamo parlando del protagonista Chris Evans.
In una nuova intervista con GQ, Chris Evans ha riflettuto sull’esperienza di lavorare con Bong al film distopico
La star di Hollywood ha rivelato di non aver inizialmente compreso la sceneggiatura e di aver avuto domande sulle regole del mondo in cui si svolge la pellicola, dalla quale è stata tratta anche una serie televisiva prodotta dalla piattaforma streaming Netflix.
Di seguito la dichiarazione di Evans:
“Quando ho letto il copione per la prima volta, non l’ho capito bene. Mi sono detto: “Allora… cosa?”. Ogni volta che si tratta di un film che costruisce un mondo, si crea un ambiente completamente a sé. C’è una sorta di presunzione di dover dire: ‘Ok, quindi tutti accettano questo così e basta? Nessuno si scandalizza perché questa è la struttura? Questa è la norma, ok”.
L’attore ha proseguito: “Devi decidere quale parte del tuo cervello dedicare al tuo lavoro. Scegli la strada dell’intimità e fai in modo che si parli solo del personaggio? O cerchi di capire cosa ha comportato per quella società arrivare a quel punto? È una sfida, ma si vede Tilda Swinton nel film e si vede il suo approccio a questo personaggio“.
Chris Evans ha proseguito dicendo che, alla fine, ha deciso di non preoccuparsi più dei dettagli del film e di affidarsi a Bong in base alla sua reputazione e alla chiarezza della sua visione d’insieme.
“Il regista è un visionario. Quando lavori con qualcuno che sa esattamente cosa vuole, anche se non è esattamente come lo vedi tu, si crea fiducia. E come attore, questa è la cosa più importante: fidarsi del regista. Altrimenti stai giocando in difesa. Altrimenti pensi: ‘[…] non voglio provare quello perché non so se sanno come usare quella ripresa. Ogni ripresa che gli do può essere usata contro di me’. E quando hai un regista che è così convinto della sua visione, è allora che dici: ‘Fantastico. Tu dici di saltare, io ti chiedo quanto in alto.”