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Pietro Castellitto è noto agli amanti di telefilm per aver interpretato Francesco Totti nella serie tv Sky Speravo De Morì Prima (su di lui potete trovare anche alcune curiosità interessanti, che vi lascio qui), ma non solo. Come avrete già intuito dal nome il giovane è veramente un figlio d’arte, sua madre è la scrittrice Margaret Mazzantini e suo padre Sergio Castellitto. Il mondo del cinema e della televisione, quindi, ce l’ha nel sangue, e di recente ha avuto esperienza anche come regista e sceneggiatore. Al cinema invece abbiamo avuto la possibilità di vederlo in Freaks Out, il film di Gabriele Mainetti. L’attore, che tempo fa aveva fatto parlare di sé per il suo supporto a Kevin Spacey rispetto al movimento #metoo, è tornato alla ribalta con un’altra affermazione che sta facendo parecchio discutere.
Nelle ultime ore infatti Pietro Castellitto avrebbe paragonato la sua adolescenza vissuta a Roma Nord al Vietnam, sottolineando la brutalità e la ferocia dell’ambiente in cui è cresciuto.
Cerchiamo come sempre di rimettere insieme ei pezzi e di capire come Pietro Castellitto sia arrivato a un’affermazione così forte, che peraltro ci ha messo davvero pochissimo ad attirare l’attenzione del web e a diventare incredibilmente virale. Nelle scorse ore è stata pubblicata dal Messaggero un’intervista all’attore, pluripremiato lo scorso anno come regista esordiente per il film I Predatori. Proprio in questa occasione il giovane figlio d’arte ha potuto parlare anche della sua adolescenza e della zona in cui è cresciuto, e si è riferito alla sua (e altrui) esperienza a Roma Nord dicendo: “Non credo esista un posto più feroce. Chi è cresciuto a Roma Nord, ha fatto il Vietnam“.
Un’espressione piuttosto forte, che ha fatto ampiamente discutere l’opinione pubblica e il mondo del web. Tuttavia l’intervista dell’attore è continuata con altre considerazioni, sempre relative a come sia stato crescere a Roma Nord. “Ma è un mondo anche tremendamente delicato e crepuscolare” ha aggiunto Pietro Castellitto. “Un mondo dove i valori basilari dell’esistenza – voglia di potenza, di bellezza, di soldi e successo – sono ancora in voga. Dinamiche indicate come negative dal mio mondo di provenienza e da buona parte della società civile“.
Nel prosieguo dell’intervista Pietro Castellitto ha raccontato sia di come abbia preso consapevolezza di essere il figlio di due celebrità (realizzazione nella quale sembrano c’entrare anche Raffaella Carrà e il Premio Strega), sia du come sia stata, un po’ più nel dettaglio, la sua vita scolastica. Ha infatti dichiarato: “Ero un ragazzo turbolento, a scuola venni cacciato per aver sputato nel diario di una compagna. Lei mi tirò il cancellino sullo zaino, io le presi il diario, non sapendo ancora quanto fosse importante il diario per le ragazze. Fui convocato in presidenza: Trovai preside, vicepreside e professori in semicerchio. Negai di essere stato io, ma guardando molti crime mi prese la paranoia che avrebbero fatto fare il test del DNA dello sputo, quindi precisai: ‘Io però quel diario l’ho toccato“.