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Dopo aver toccato quota 100, questa settimana Agents of S.H.I.E.L.D. ci presenta un episodio meno serrato dei precedenti, volto più ad approfondire le dinamiche interne ai due schieramenti avversari.
Come sappiamo il varco spazio-temporale non è stato completamente chiuso, ed è questa la probabile causa della distruzione della terra. L’unica soluzione per sigillarlo è una grande quantità di gravitonio. È dunque la ricerca di questo materiale il casus belli della puntata.
Sulla scia dei “grandi ritorni” di 5×12 anche questa settimana una vecchia conoscenza dal passato si riaffaccia alla porta dello S.H.I.E.L.D., Alex Braun/Werner Von Strucker (Spencer Treat Clark) il figlio del generale Von Strucker. Ragazzo già visto, seviziato in ogni modo possibile da Ward, nella terza stagione della Serie Tv. Il Giovane Von Strucker pare aver acquisito delle abilità speciali – una sorta di super memoria – e ora si ritrova tra le grinfie del generale Hale, desiderosa di mettere mano ai segreti che custodisce.
È questo il pretesto per vedere un lato diverso di Ruby. La giovane arma nel corpo di Bratz – la battuta è d’obbligo – mostra in questo frangente il proprio lato ammaliante e seduttivo. Il personaggio è costruito bene e il suo dialogo con Alex è in grado di far dubitare lo spettatore sulle sue reali intenzioni. A che gioco sta giocando? Per il momento la cosa rimane oscura.
Sul versante Agents of S.H.I.E.L.D. la ricerca del gravitonio porta il team a dividersi, lasciando così spazio al bizzarro trio nonni-nipote (Fitz/Simmons e Deke) il tempo di conoscersi meglio. Una dinamica giocata inizialmente sull’ignoranza del segreto da parte dei tre, cosa però presto ovviata grazie ad deus ex machina – un filino forzato a dire la verità- che porta Deke alla realizzazione della parentela. Bisogna dire che le interazioni tra Fitz e Deke sono interessanti e divertenti, e ci sono delle buone basi per un rapporto futuro saldo.
Spicca poi anche l’altra grande coppia del’universo S.H.I.E.L.D., quella formata da Yo-Yo e Mack. Ormai lo sappiamo, Mack pare destinato a morire. Al centro dei pensieri della povera e mutilata inumana vi è la realizzazione di quanto il futuro sia inevitabile. La rassegnazione a perdere l’uomo amato si legge nei suoi occhi a ogni apparizione. Come se non bastasse gli showrunner si stanno impegnando per farci affezionare ulteriormente all’agente Mack così da farci soffrire ancora di più nel momento della sua dipartita. Nella puntata infatti scopriamo alcuni divertenti aneddoti sulla sua giovinezza – qualcuno ha detto Hammer Time? – grazie a un suo vecchio amico.
Nel mezzo della “caccia al gravitonio”, su di una nave volante, per un micro secondo è quasi parso che il momento fatale fosse giunto. Ma fortunatamente il tempo di soffrire non è ancora arrivato.
Insomma questa settimana Agents of S.H.I.E.L.D. si prende una pausa dalla sua fitta trama per mostrarci qualcosa di più nello schieramento avversario – Ruby e il suo potenziale doppio gioco; il ritorno del giovane Von Strucker – e per approfondire due dei fortissimi rapporti che legano la grande famiglia S.H.I.E.L.D..
Sappiamo ora che Hale è in possesso del gravitonio, dunque ci aspettano settimane di fuoco e di grandi scontri. Chissà poi che l’uscita di Infinity War non porti qualche sorpresa anche a noi.