Vai al contenuto
Home » Bojack Horseman

Bojack Horseman, quadrupedi a due piedi nella società del vizio e del perbenismo

Hall of Series
Cerchi consigli su cosa guardare? Ti rispondiamo noi con 2–3 titoli scelti per te in base ai tuoi gusti.

Ironia tagliente, personaggi stravaganti, animali che fungono da personificazione di umani difetti, la società dello spreco e del consumo hollywoodiana raccontata da un quadrupede da soma, dai tratti antropomorfi, con un vizio alcolico e con un ego perennemente insoddisfatto : Bojack Horseman è tutto questo: ve ne abbiamo già parlato, ma merita un’altra analisi approfondita.

Bojack Horseman è un cavallo famoso, il successo della commedia “Horsin’ around” gli ha garantito una discreta fama e buoni guadagni, ma per colpa del suo ego, del suo malessere e del suo orgoglio, rifiuta nuovi contratti in mediocri e poco gratificanti lavori cinematografici. L’unico lavoro cinematografico a cui tiene veramente è Secretariat, film in cui Bojack si ritrova ad interpretare il suo idolo d’infanzia.


Hipster

Il punto di partenza è indubbiamente la coabitazione in campo lavorativo, affettivo e sociale di animali e uomini. Dietro l’immediata simpatia e l’apparente no-sense che trasuda dalla visone dei primi episodi, questa serie tv animata inizia a svelare molto di più. Il primo collegamento che nasce spontaneo è quello tra le favole di Esopo e Fedro, dove gli animali comunicano attraverso un codice linguistico umano e fungono da reincarnazione di vizi e abitudini tipicamente umane.

Il gatto ritorna l’animale della seduzione e intelligenza, Princess Carolyn è l’agente-amante di Bojack. Colei che in virtù della sua professione di agente-manager delle star, deve essere cinica e ammaliatrice. Princess Carolyn è intrappolata da un amore a intermittenza verso Bojack, e deve continuamente fronteggiare le attenzioni di Bojack ‘uomocavallo’ verso Diane Nguyen, trentacinquenne fidanzata di Mr Peanutbutter.


Mr. Peanutbutter ( noto con la citazione : “è forse … un episodio crossover?!” ) è un simpatico e sorridente cane che stima enormemente Bojack, sia per lo charme che per il suo successo passato. Peanutbutter è un bonaccione generoso, e legherà moltissimo con Todd (Aaron Paul di Breaking Bad), l’eterno scansafatiche per antonomasia che vive da mantenuto a casa Horseman. Todd e Peanutbutter fonderanno una società, e tra assurde idee di marketing e investimenti senza senso, ci sarà da ridere fino allo sfinimento (Lo scolapasta-cappello, ad esempio è uno dei deliri più assurdi mai esistiti).

Orange is the new Black, in Bojack Horseman


Oltre alla sincera e immediata simpatia per i personaggi e le situazioni deliranti, questa serie tv riesce ad incastrare alla perfezione riferimenti graditissimi. Non è un caso che il Pinky-Penguin sia il pinguino che lavora nella casa editrice che deve pubblicare il libro di Bojack, perennemente sull’orlo del fallimento finanziario, la nota casa editrice “Penguin Books” è il riferimento (non certo come crisi economica).

Bojack Horseman e Princess Carolyn (e Hugo Reyes di Lost) in Bojack Horseman

Innumerevoli sono poi i riferimenti alle Serie Tv, dall’inedita e discussa pellicola dell’ultimo episodio di The Sopranos, a Kiefer Sutherland di 24 spodestato dalle attenzioni del pubblico per colpa di Bojack, ad Hugo Reyes di Lost invitato a casa Horseman, alla fugace e magnifica riproposizione di “Orange is the new black“.


Bojack Horseman ha probabilmente un grande spunto nel campo della serialità, impossibile non pensare in tal senso a “Californication“. Uno scrittore che non è riuscito a replicare il successo del primo romanzo “God hates us all“, un romanziere intrappolato dal suo eterno amore per Karen, tra i deliri con il suo amico-agente e l’ozio letterario, che ha un inizio ma non una vera fine.

Bojack è l’Hank Moody delle serie animate. Storia quasi sovrapponibile, simili ambientazioni e tematiche, continue ironie sullo  show business e sugli sprechi folli delle varie, o presunte, celebrità. Ozio, delirio, riflessioni e ironia.

Questa commedia animata per adulti è un vero successo, e lo è a ragion veduta.