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Il miracolo 1×02 – Lazzaro a parte

Il miracolo

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Seconda puntata per Il Miracolo: lasciata momentaneamente Roma, siamo trasportati in Calabria, alla festa per il battesimo dell’ultimogenito del mafioso nella cui casa è stata ritrovata la statua sanguinante.

Da lontano, con un binocolo, osserva la propria famiglia: una bella famiglia, con due belle figlie femmine e un neonato, il festeggiato.

La più giovane, Beatrice, capelli rossi e il candore dell’infanzia, ha un’amicizia speciale con Nicolino; mentre sono insieme, qualcosa l’attrae nel bosco, le fronde degli alberi che sussurrano come un canto delle sirene che la chiama, da lontano, obbligandola a seguire il vento, il suadente sibilo di un richiamo.

Ma quel richiamo, quell’attrazione, è mortale. Beatrice viene riportata alla festa da Nicolino seminuda, cadavere.

Probabilmente, tutti incolperanno il ragazzino, perché è disabile e non sa bene quello che fa, ma è evidente che lui è solo una vittima, tanto quanto Beatrice. C’è qualcosa che ha ucciso Beatrice, solo che non possiamo ancora capirlo.

Sandra Roversi, la timida e impacciata biologa, interpretata da una sempre credibile e convincente Alba Rohrwacher, è invece alla prese con la cura della madre paralizzata a letto, in stato catatonico, irresponsiva, un vegetale che deve imboccare come una bambina. Eppure l’atmosfera rarefatta, in casa, è sospesa. La madre è strana, o forse lo è lei, ma gli incubi di Sandra sono il presagio di ciò che sta per accadere.

Perché Sandra ha fatto qualcosa, spinta dalla fede, o dalla speranza, o dall’amore, o dalla disperazione, qualcosa di stupido, irrazionale: ha versato una provetta di sangue della statua nel cibo della madre. E, forse, questo avrà ripercussioni importanti nella storia.

Anche il prete corrotto deve infine fare i conti con i propri errori. Uno strozzino reclama i suoi soldi, perché, prima o poi, viene il momento di pagare i debiti, anche per gli uomini di chiesa. 

La fede è un argomento spinoso, sul quale in molti hanno un’opinione, ma non una vera conoscenza dell’argomento e, come tutte le cose che non si conoscono, si temono, si dileggiano, si dimenticano o si trascurano. 

Il Miracolo affronta, in un susseguirsi di cambi di scena e in un sovrapporsi di storie diversissime eppure tutte strettamente legate, quanto sia facile mettere in discussione le proprie convinzioni, sia per gli atei, che per i credenti.

Il Miracolo è anche affidarsi a un uomo solo sulla base del ruolo che interpreta, o dei paramenti che indossa, non dubitare delle sue parole ed essere pronti a farsi truffare senza battere ciglio, anzi, dubitando dell’unica voce della ragione, Clelia. Anche questa è una forma di fede, bassa e ottusa, forse, ma a fin di bene.

Finisce che anche Marcello, suo malgrado, viene coinvolto nell’indagine, in quanto uomo di fede e buon conoscente del premier (che pensa sia un buon uomo di chiesa, qualcuno impegnato in missioni umanitarie). Ma la sua fede vacilla ed è solo di facciata: è un uomo a disagio nei propri panni, impacciato.

“Che ne pensi dei miracoli?” Chiede Fabrizio al prete, “come uomo di fede, come ti poni rispetto ai miracoli?”. Marcello gli fornisce una versione ufficiale, quello della Chiesa e, subito dopo, la propria versione, del tutto personale.

Di nascosto, viene a conoscenza dell’indicibile segreto che ruota attorno a Il Miracolo: quella misteriosa statua di cui nessuno può parlare, su cui indagare è ormai diventato difficilissimo e che, di certo, rappresenta qualcosa che non è riuscito a comprendere, o, forse, in cui, in fondo, non crede proprio più.

D’altra parte, è una statua di plastica: per quanto sia un’immagine religiosa, non dovrebbe lacrimare sangue.

Messo di fronte a un’inspiegabile manifestazione di fede, il prete perde tutto il suo cinismo, perde le sue maschere e crolla esanime e, per la prima volta, si sente bene. Come dopo aver ricevuto un vero miracolo, ringrazia Fabrizio come un santo.

La statua che piange sangue ha compiuto il suo primo miracolo: riportare luce nella vita di una persona spenta.

E, probabilmente, anche il secondo: perché la madre di Sandra si muove per la prima volta.

Il Miracolo è una Serie Tv incalzante, ben recitata, non scontata e riesce a tenere chi la guarda sul filo del rasoio.

Non resta che aspettare le prossime puntate.

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