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American Crime Story e la strategia del processo a una celebrità

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Di primo acchito, American Crime Story non sembra di certo una serie tv dinamica. Almeno, non a livello di azione. Non è che sia proprio statica, ma – prendetela con le pinze – “non accade un granché”. Non è Quantico (una serie che, oltre all’azione, peraltro, vanta ben poco), per intenderci. Vengono ritrovati due cadaveri, una celebrità viene accusata di essere l’assassino, tenta di fuggire, smette di scappare e via al processo. Quello che vediamo – e vedremo – dal quarto episodio in poi è questo: il processo. Eppure, American Crime Story è una serie dinamica. Il punto è che la sua dinamicità non risiede nell’azione, ma in due altre questioni pregnanti:

  1. Il vorticare del mondo attorno a quello che è IL PROCESSO A UNA CELEBRITÁ. Processo che va ben oltre l’aula di tribunale: quello fatto a J. Simpson è stato anche – forse soprattutto – un PROCESSO MEDIATICO
  2. La partita di scacchi giocata tra Accusa e Difesa
Abbiamo individuato alcuni punti salienti del quarto episodio di American Crime Story.

#1 – O.J. Simpson è un’ispirazione. Questo dice, in American Crime story Johnnie Cochran a O.J. stesso. In quel frangente, più mental coach che avvocato, Johnnie cerca di spiegare a un disperato Orenthal perché non deve mollare: quando viveva il momento più cupo della propria esistenza e si sentiva fallito in ogni ambito vitale (aveva appena divorziato dalla prima moglie, il lavoro andava male) e proprio non riusciva a tirarsi su, è stato O.J. a “salvarlo”. Come? Beh, Johnnie se ne sta sul suo divano con qualche birra di troppo davanti a sé e si guarda una partita di Football e vede quest’uomo, anche lui di colore, anche lui che potrebbe mollare, ma che non lo fa. Vede quest’uomo mettercela tutta e dare il massimo di sé in quel campo e vede che quest’uomo ce la fa e allora esce di casa e corre in ufficio e da quel giorno non mi sono più fermato, così dice Johnnie. O.J. non deve mollare perché è stato un’ispirazione per molti uomini, soprattutto afroamericani. Ormai fa parte dell’Olimpo e, si sa, da che mondo è mondo gli dei non mollano.


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