L’inclusione non è un’opzione, non può esserlo! Deve essere l’unica via percorribile. E ci riguarda… ci riguarda tutti. Perché che siamo diversi è una banalità, lo sappiamo, lo abbiamo detto un sacco di volte. Però siamo tutti diversi perché ciò che ci rende diversi ci rende ciò che siamo. (…) La realtà è diversità!
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È dalle splendide parole della presidentessa di Diversity, Francesca Vecchioni, che vogliamo iniziare a raccontarvi questa meravigliosa esperienza che abbiamo avuto l’onore di vivere: la quarta edizione dei Diversity Media Awards tenutasi a Milano il 28 maggio 2019.

Un evento un pochino off-topic per quello che riguarda il nostro ambito ma a cui non abbiamo voluto mancare per nulla al mondo perché ci tenevamo a dire che anche secondo noi l’inclusione è l’unica via percorribile.
Il Diversity Media Award è il primo riconoscimento europeo che premia i contenuti e i personaggi che hanno contribuito a sensibilizzare sul tema della diversità. In questa quarta edizione non mancano di certo i volti noti e noi abbiamo avuto l’onore e il piacere di scambiare qualche chiacchiera con qualcuno di essi. Da Alessandro Cattelan a Chiara Francini, passando per Federica Cacciola (guai a chiamarla Martina Dell’Ombra), Federico Clapis e Paolo Ruffini, siamo riusciti a scoprire quali sono le loro serie tv preferite e perché. Se Cattelan è un fervente appassionato di After Life, la Francini preferisce The Man in the High Castle, mentre lo storico presentatore di Colorado è un nostalgico de Il mio amico Arnold, al punto da imprimerselo sulla pelle (abbiamo documentato tutto sul nostro profilo Instagram).

Ma come già accennato le serie tv passano un tantino in secondo piano ai Diversity Media Awards.
A farla da padroni sono la musica e le parole, le magnifiche parole di ciascuno degli illustri relatori. Ognuno ci tiene a dire la sua, abbiamo già citato il meraviglioso discorso di apertura, ma ogni intervento meriterebbe una menzione d’onore. “Sei un razzista. Sei un omofobo. Sei un maschilista. È vero, dobbiamo chiamare le cose con il proprio nome. Però è anche vero che questi giudizi concludono il dialogo, non lo iniziano“, dice Immanuel Casto per sottolineare l’importanza del rispetto del riconoscimento dell’intelligenza degli altri. Perché inclusione significa, al di là del senso più stretto del termine, anche fare tesoro dei principi altrui. Ed è quello che dovremmo fare con più naturalezza, spogliarci di ogni sorta di paletto e non limitarci soltanto a comprendere e tollerare ma a rispettare e mettere in condizione di esercitarli quei principi.

I Diversity Media Awards nascono per questo, non per premiare soltanto chi contribuisce a descrivere la diversità, ma per premiare chi quella diversità la rispetta profondamente, così profondamente da includerla nella propria.
E a proposito di premi, ecco tutti i vincitori dei Diversity Media Awards 2019. Partiamo ovviamente dalle serie tv!!!
Miglior Serie TV Italiana: Skam Italia/L’amica geniale
Miglior Serie TV Straniera: Le terrificanti avventure di Sabrina
Miglior Programma TV: Ballando con le stelle
Miglior Film Italiano: Puoi baciare lo sposo
Miglior Programma Radio: Cactus – Basta poca acqua
Miglior Campagna Pubblicitaria: Sorgenia – Domani è una figata
Personaggio dell’anno: Alessandro Cattelan
Influencer dell’anno: Stephanie Glitter
Miglior Prodotto Digitale: Freeda – Intervista a Fiorenza De Bernardi
Vincere ai DMA assume un senso molto più profondo, quasi sensuale, perché non vince il più bello, il più professionale o il prodotto meglio montato o distribuito. Non vince chi fa più ascolti, anzi…
Vince chi è più diverso e quindi chi è più vero e fiero di ciò che è!

Grazie per averci dato l’opportunità di vivere questa meravigliosa esperienza…