15) Angels in America

Concludiamo adesso con Angels in America, una miniserie del 2003 con un cast difficile da dimenticare. Al Pacino, Meryl Streep, Patrick Wilson e Mary-Louise Parker sono infatti i protagonisti di una storia che ha abbattuto diversi tabù dell’epoca. Distinguendosi per una narrazione onirica, Angels in America racconta infatti la condizione sociale degli omosessuali in America. Accanto a questo argomento all’epoca ancora molto delicato, questa miniserie affronta anche la diffusione dell’AIDS.
Attraverso uno sguardo metaforico che richiama diversi simboli biblici come gli angeli, Angels in America affronta diverse questioni sociali e numerosi interrogativi esistenziali. Servendosi a volte anche di una buona dose di umorismo, questa miniserie si distingue per una profonda intelligenza e una lettura della realtà più che fedele. Angels in America raccoglie infatti tutto quello che le succede intorno per poi metterlo in scena con alcuni dei migliori attori di sempre. Apprezzata e acclamata immediatamente, la serie ha vinto ben 11 Emmy, 5 Golden Globe e tantissimi altri premi riuscendo, al contempo, a sdoganare alcuni tabù dell’epoca.
16) Ripley, tra le migliori miniserie Netflix

E’ una delle migliori miniserie del 2024 (qui la classifica completa delle migliori 10 miniserie del 2024), ed è una delle migliori produzioni Netflix in assoluto. Stiamo parlando di Ripley, la miniserie con il mastodontico Andrew Scott, che qui offre una delle migliori interpretazioni mai viste sul piccolo schermo. Tratta dalla penna di Patricia Highsmith e dal film Il Talento di Mr. Ripley, questa miniserie sfrutta al massimo il potere del piccolo schermo, ri-adattando in chiave precisa e profonda la storia di un parassita sociale che qui viene descritto e analizzato in tutte le sue tormentate sfaccettature. Il Tom che torna sul piccolo schermo è infatti lo stesso Tom che abbiamo conosciuto, ma l’eredità del suo personaggio viene qui utilizzata come espediente di partenza per raccontare ancor di più gli abissi della sua esistenza, il suo ossessivo senso di riscatto e di vendetta nei confronti di una società che non gli ha mai teso la mano.
Ambientata nell’Italia della fine degli anni ’50, Ripley si sofferma sulla cultura e sulla storia italiana sfruttando l’arte e la poesia di quel periodo andando finalmente oltre qualsiasi cliché narrativo. Passando da Roma fino ad arrivare a Palermo e Venezia, Ripley racconta il viaggio del riscatto di Tom Ripley. Lo fa in modo raffinatissimo, elegante, estremamente graduale. Ogni scena in Ripley viene vivisezionata con estrema cura, non lasciando nulla al caso. E’ come se passassimo le intere 24 ore con Tom. Lo vediamo, perfino, ripulire con attenzione le scene del crimine. E’ arrivata su Netflix con tutte le aspettative del caso, e le ha superate già con i suoi primi episodi. Ripley non è stata solo una grandissima miniserie: è diventata anche una delle migliori miniserie nella storia.