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Vi siete sempre chiesti cosa succede dietro il sipario ad inizio o fine spettacolo? Credete ancora che i musicisti siano degli automi, che compaiano quando c’è un pubblico e che spariscano quando nessuno li guarda? E ancora, credete che ragazzacci come Mozart siano stati sempre ligi al dovere?
Orbene! Abbiam errato per anni e anni pensando che la musica classica fosse solo un genere musicale. In realtà rappresenta una filosofia di vita, una benedizione e una maledizione insigniti dello stesso nome.
Stupido clichè il pensare alla musica classica come ad un ambiente total nerd. Mozart in the Jungle racconta lo strano mondo del dietro le quinte: la preparazione, i sacrifici, le amicizie e gli amori nati all’interno della New York Simphony Orchestra.
Sulle note della sregolatezza Amazon ci regala questo capolavoro senza tempo che come protagonista ha la musica e tutto il resto non fa altro che girarle attorno.



La musica fa pensare, sognare, fa cambiare umore, rende liberi. Mozart in the Jungle ha la prepotenza di portare chiunque in una dimensione quasi onirica, empia di sovrastrutture e profondi desideri, un gioco di melodie associato alle vite di tutti.
La musica non viene più associata alla serie ma diventa primo violino e crea la serie stessa, dandoci l’idea di poter entrare in maniera diretta nell’ambiente dei protagonisti.
Tra sogno e realtà, sacro e profano, veniamo trasportati in un mondo parallelo, immaginifico.









