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Quello della malattia mentale è un tema considerato spesso tabù, per quanto sia stato affrontato svariate volte dal cinema. Pensiamo a Ragazze interrotte, a Qualcuno volò sul nido del cuculo e ad altri capolavori, divenuti classici. Anche le serie tv si sono occupate del tema, con coraggio, ironia e, nei casi più estremi, facendoci scorrere un brivido lungo la schiena.
Perché la malattia mentale può avere il volto tormentato, dolce e struggente di Eva Green in Penny Dreadful. Ma anche il ghigno malvagio di Ed Kemper in Mindhunter. Non è solo essere adolescenti problematici, come il protagonista di The End of the F***ing World. Ma è anche essere assassini psicopatici come Hannibal.
Vediamo quali serie tv sono riuscite con successo a descrivere, farci capire e in alcuni casi accettare la malattia mentale.
1. BATES MOTEL
Il complesso di Edipo, teorizzato da Freud alla fine dell’Ottocento, è uno dei cardini della psicanalisi. Concetto sopravvissuto, seppur rimaneggiato dagli studiosi post-freudiani, fino ai giorni nostri. In Bates Motel ne abbiamo un esempio lampante, nella sua ferocia originaria.
La serie si ispira liberamente al classico dell’horror Psycho, in cui il protagonista, ossessionato dalla madre, la uccide e ne prende il posto, impersonandola. Crea una vera e propria doppia personalità, diventando capace di vivere due vite parallele, in contrasto tra di loro.
Fagocitando la madre, il protagonista ha l’illusione di liberarsi dalla sua stretta materna, troppo forte e limitante.