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Fin dal primo episodio, abbiamo pensato che Sherlock ci avrebbe regalato emozioni intense e non comuni. La serie BBC One, che tornerà nel 2017 con la quarta stagione, presenta un cast sopraffino e una buona costruzione delle trame; ma c’è qualcosa in particolare che abbiamo pensato nel momento in cui abbiamo finito il primo episodio. Abbiamo provato a stilare una lista di queste impressioni a caldo.
Benedict Cumberbatch. A mio modesto parere, Cumberbatch è uno dei migliori attori in circolazione nel panorama cinematografico (e televisivo) degli ultimi anni; soprattutto per chi ha visto Sherlock recentemente, può essersi sentito sollevato vedendo che un attore di tale caratura si “occupa” di un ruolo così usato nei decenni e, per questo, delicato. Inoltre, la sua bravura cattura il personaggio ed egli è a sua volta avvolto dal ruolo, tanto intensa e la simbiosi e la credibilità che ne emerge.
John Watson. In molti avranno pensato: ma che grande dottor Watson che abbiamo qui! La bravura di Martin Freeman ha superato ogni aspettativa negli ultimi anni (sul grande schermo nella trilogia de Lo Hobbit e sul piccolo schermo per l’interpretazione in Fargo), e in Sherlock incalza perfettamente il ruolo del dottore, aggiungendo le proprie caratteristiche.
Fedeltà ai romanzi. Quando ci sono trasposizioni di personaggi di libri in film o serie tv non c’è mai la totale corrispondenza; anche in Sherlock questa regola non viene violata. Tuttavia, è onesto sottolineare, per i lettori di Conan Doyle, che vedendo il primo episodio si intuisce un vero e proprio disinteresse per le donne (oltre che un amore sfrenato per la solitudine), la tendenza a compiere continui esperimenti al limite del macabro, la capacità deduttiva originariamente resa (come vedremo) e la scarsa inclinazione allo scontro fisico. Tutti elementi caratteristici del Mr. Holmes dei libri.