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5 cose che hai pensato dopo aver visto la prima puntata di The OA

the oa

Immaginatevi la scena: avete avuto una lunga giornata di lavoro o studio e la vostra mente proprio non ce la fa più a concentrarsi, ma chiede disperata una tregua. E allora vi viene in mente che potrebbe essere un buon momento per cercare di smaltire la pila immensa di Serie Tv che avete lasciato da parte ma che sapete di dover recuperare; e cosa c’è di meglio di uno o due episodi per ridare la giusta carica a un povero cervello stanco?

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E visto che il primo titolo della mia lista era The OA, e che sono mesi che voglio iniziarlo, potete ben capire a quale pilot ho deciso di dedicare il mio tardo pomeriggio, nonostante la testa mi chiedesse pietà. Errore; grande, grandissimo errore. Voglio dire, questa non è certo una di quelle Serie Tv da guardare quando la propria capacità d’attenzione è pari a quella di un cucchiaino. Ma ormai quel che è fatto è fatto.

E perciò, con qualche mese di ritardo, ecco 5 cose che abbiamo (quasi) tutti pensato terminato il pilot di The OA

1) Che cosa ho appena visto?

The OA


Okey, non sembra una buona premessa. E va bene, magari la stanchezza non mi è stata molto d’aiuto; ma ammettiamolo: finiti gli ottanta minuti dell’episodio ci siamo chiesti tutti, tra il confuso e l’esaltato, che cosa avessimo visto. E a dirla tutta, credo proprio che questa sia un punto di forza della Serie Tv.

The OA, infatti, sembra voler mescolare tutto, ma non per l’ingenuo desiderio di mettere troppa carne al fuoco; al contrario è come se in ogni istante volesse dirci che c’è un senso, c’è un motivo se tante vite, situazioni, personaggi, generi e storie diverse entrassero pian piano in contatto, finendo per mescolarsi.

È una sorta di déjà-vu della confusione che assale finito il pilot di Sense8. Ma non è una sensazione spaesante che genera rifiuto. Al contrario, diventa un vero e proprio invito e stimolo a fidarsi di questa Serie Tv, ad ascoltare tutto ciò che ha da dire e a lasciarsi trasportare ovunque voglia condurci. È quella confusione buona che ci convince che The OA abbia tutte le potenzialità per rivelarsi un gran capolavoro, e farci vivere un viaggio indimenticabile un episodio alla volta.

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