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È normale che, se stai vivendo ai tempi dell’apocalisse zombie e vedi amici e parenti morire come mosche e lotti quotidianamente per la sopravvivenza, non puoi star bene con la testa e i personaggi di The Walking Dead non sono certo un’eccezione.
Mi siedo quindi nella bellissima poltrona girevole del Dr. Mari di In Treatment e psicoanalizzo i nostri eroi.
1) Negan – Delirio di onnipotenza
Negan è convinto di essere Dio: dispone della vita e della morte di tutti i suoi sottoposti, che, più che un’armata, è un gruppo di sudditi.
Non a caso, lui è i capo dei Salvatori.
Le persone, davanti a lui, si inginocchiano come davanti a un re, o a un Santo.
Lui decide chi vive e chi muore, come e fino a che punto torturare le sue vittime, cosa prendere e cosa concedere.
È il burattinaio della sua corte, che tiene le fila di fantocci disposti a tutto per compiacerlo, sottomessi dal terrore che provano nei suoi confronti.
Negan è rispettato perché temuto, non perché particolarmente autorevole, nè, tanto meno, amato.
E penso che sarà questa la sua rovina.