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Il ritorno di Mahershala Ali dal cinema alla Tv: «True Detective l’avrei fatta anche a teatro»

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True Detective è tornata, e con lei l’attore premio Oscar Mahershala Ali.
Ad accompagnare questo trionfante ritorno, sono state molte le voci che si chiedevano perché l’attore avesse spinto per un ruolo in televisione anziché cavalcare l’onda del successo cinematografico ormai affermato.
La risposta è arrivata in un’intervista con CinemaBlend, durante la quale Ali ha espresso tutta la sua sicurezza nell’aver investito in un progetto come quello di Nic Pizzolatto, affermando di essere cresciuto anche e soprattutto umanamente durante i giorni trascorsi nei panni di Wayne Hays.

Di seguito l’intervista completa:

Sono cresciuto in televisione. Con questo voglio dire che nella mia carriera sono stato davvero fortunato a fare un pilot pochi mesi dopo la scuola, e all’epoca una volta che
eri in tv, rimanevi in tv; non avresti fatto dei film. Ho finito la scuola nel 2000 e nel febbraio 2001 ho firmato per Crossing Jordan. Quindi, la mia relazione con la televisione è stata continuativa, aspirando sempre a una fiorente carriera nel cinema, perché è così che si dà priorità alle cose.
Ma col tempo ho scoperto che non è importante il mezzo quanto la qualità del materiale. Quindi, per me, la terza stagione di True Detective è in pratica un film di 500 pagine che viene semplicemente trasmesso in televisione.

true detective

L’opportunità che ho avuto nel risiedere nel corpo ed essere nelle ossa di un personaggio come Wayne Hays per sei mesi e mezzo – come esperienza e come esercizio attoriale – mi hanno reso un uomo migliore, un attore migliore, e sono diventato anche un marito e un padre migliore, come risultato di questi sei mesi e mezzo a interpretare questo ruolo.
Perché fare questo tipo di materiale, essere così vicino a questo tipo di cose, credo richieda una particolare riflessione sul mondo e sulle persone, una riflessione che va oltre ciò che normalmente farei. Sto trascorrendo troppo tempo nelle ossa di un’altra persona.

Se Nic avesse deciso di portare la terza stagione di True Detective su un palco, l’avrei voluta fare lo stesso. Il mezzo non era così importante per me. E voglio continuare a fare film, e forse fare più film che televisione, ma mi preme essere in una posizione in cui posso dare prova come persona e come attore, e sto lavorando con persone straordinarie che mi sfidano e mi supportano allo stesso modo. Voglio solo migliorare, questo è ciò che conta per me.

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